Un unico punto di riferimento

per le terapie innovative sui ASD.

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valutazione

diagnostica

lista

d'attesa

trattamenti

abilitativi

psicomotricità

logopedia

comunicazione

aumentativa

alternativa

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valutazione

funzionale

presa

in carico

trattamenti

abilitativi

trattamento

psicoeducativo

intervento

ecologico

scuola/casa

verifica

(test)

verifica

(test)

esiti

Foto: Corrado Amato

UONPIA

 

L'importanza della diagnosi precoce

Il primo passo della presa in carico è la diagnosi: individuare precocemente il rischio di sviluppare i ASD è fondamentale, perché se è vero che dall'autismo non si guarisce, è altrettanto vero che prima si interviene, maggiori sono le probabilità di migliorare la qualità di vita del bambino e, conseguentemente, della famiglia che vive con lui.
 

Per raggiungere questo obiettivo, la UONPIA dell’Asst Valle Olona del territorio di Gallarate e comuni afferenti per competenza territoriale, ha sviluppato due progetti pilota promossi dall’Istituto Superiore di sanità e Regione Lombardia,

con capofila l'Istituto IRCCS Medea di Bosisio Parini.

 

Questi progetti prevedono

> la collaborazione con i Pediatri di Libera Scelta per > somministrare il test di screening CHAT durante il bilancio

> di salute dei 18 -24 mesi;
> l'uso di una piattaforma informatica che corregge in “real time” > il test eseguito in modalità on-line, permettendo di avere

> un feedback immediato sulle situazioni a rischio;

> la segnalazione di queste situazioni alla UONPIA, previa > autorizzazione della famiglia.
 

Dopo la segnalazione, la UONPIA attiva il percorso di valutazione diagnostica in un ambulatorio dedicato con un’equipe multidisciplinare, nel rispetto del protocollo e delle linee guida.
 

Il percorso valutativo, articolato su più incontri, è già il primo passo della presa in carico e si conclude con la comunicazione della diagnosi, un momento particolarmente delicato per la famiglia. In questa fase viene già effettuata la prima proposta d’intervento.

 

 

Il nostro modello di intervento

Il modello di intervento è basato sull’EBM che si appoggia su due importanti documenti di indirizzo: le linee guida SINPIA (Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e della Adolescenza)

e le linee guida del Consiglio Superiore di Sanità.


L’intensità della cura è garantita attraverso l’integrazione

di trattamenti diretti al minore con trattamenti indiretti finalizzati a fornire i sostegni necessari all'interno dei suoi contesti di vita: famiglia e scuola.

La psicomotricità

Questo intervento terapeutico ha un approccio di tipo evolutivo che privilegia una modalità di lavoro in grado di facilitare nel bambino:

> la percezione e la "conoscenza" di Sé come persona;

> la percezione e la "conoscenza" dell'Altro;

> la percezione e la "conoscenza" delle emozioni che sottendono > i vari comportamenti;

> la percezione e la "conoscenza" delle "leggi" emozionali

> e sociali che regolano i rapporti interpersonali.


Le sedute si svolgono all’interno di un setting che rappresenta un’area di sicurezza fisica e affettiva grazie alla quale il bambino, giocando, può fare esperienza della possibilità di mettere in atto un cambiamento. Ogni setting è unico, proprio come ogni bambino: “spazi, tempi e regole” sono stabiliti e modificati

nel tempo dal terapista in base al percorso individuale.

Le sedute di psicomotricità sono a frequenza bisettimanale

nel primo anno d’intervento e settimanale nel secondo.

 


La logopedia

Al secondo anno di programma terapeutico (o comunque dopo una prima fase di terapia psicomotoria che potenzia, già di per sé, l’area della comunicazione) viene attivata anche la logopedia, con una seduta alla settimana.

L'obiettivo di questo intervento globale è migliorare le capacità di comunicazione e la padronanza del linguaggio.

 

La comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA)

Questa tecnica ha l’obiettivo di stimolare l’iniziativa nella comunicazione sia in bambini verbali che non verbali, lavorando sull’attenzione congiunta e sulla capacità di usare i simboli.
In particolare promuove la consapevolezza delle intenzioni, facilita la capacità di raccontare le proprie esperienze, sviluppa l’abilità di iniziare e mantenere una conversazione, di utilizzare

il linguaggio per esprimere sentimenti ed empatia con gli altri,

di aumentare l’abilità di interpretare segnali verbali e non verbali, di esprimere bisogni.
Utilizza tutte le competenze comunicative della persona, comprese le vocalizzazioni o il linguaggio verbale esistente,

i gesti, i segni ma anche la comunicazione con ausili

e la tecnologia avanzata.

“Siamo felici di sperimentare un approccio terapeutico 

multidisciplinare integrato che mette al centro bambini

e famiglie con grande cura e attenzione.”

Prendere in carico un bambino autistico è un processo articolato e complesso che mette al centro i bisogni

del bambino e della sua famiglia e chiama in causa competenze diverse che devono essere esercitate in spazi

e tempi differenti ma, allo stesso tempo, connessi fra loro.

 

Grazie al progetto Autismo abbiamo oggi la grande possibilità di sperimentare un innovativo sistema di cura che

si fonda sulla collaborazione fra pubblico e privato. Una partnership importante che ha un obiettivo importante: rispondere alla necessità di aiutare sempre più precocemente un numero crescente di bambini con ASD, grazie

ad una diagnosi tempestiva e ad un approccio di cura personalizzato e multidisciplinare che non costringa

più le famiglie a ricercare terapie frammentate in molteplici centri di cura.

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Foto: Corrado Amato

Fondazione Bellora

“Non lasciare soli i bambini con autismo e le loro famiglie, offrendo il meglio delle terapie moderne, è un sogno

che diventa realtà.”

Guardare un bambino con ASD e sapere di poterci prendere cura di lui con interventi sicuri e qualificati basati sull’Analisi Comportamentale Applicata (ABA) di ultima generazione, secondo il modello MIPIA (Modello Italiano

di Intervento Precoce e Intensivo per l’Autismo), ci infonde un grande senso di responsabilità ma anche di gioia.

 

La gioia di poter offrire terapie la cui efficacia sulle persone con Disturbo dello Spettro Autistico è stata riconosciuta da numerose ricerche e anche dalle Linea Guida 21 dell’Istituto Superiore di Sanità, secondo le quali questa metodologia è in grado di migliorare le competenze comunicative, cognitive e sociali dei bambini

con autismo.

Il Modello MIPIA (Modello Italiano di Intervento Precoce e Intensivo per l’Autismo)
Il modello MIPIA sviluppato da IESCUM (Istituto Europeo

per lo Studio del Comportamento Umano) garantisce interventi altamente individualizzati grazie ad uno specifico percorso

di valutazione funzionale iniziale che tiene conto dei punti

di forza e di debolezza di ogni bambino all'interno dei suoi principali contesti di riferimento (casa e scuola). È davvero grande l'attenzione che viene posta nella valutazione delle caratteristiche specifiche di ogni bambino e grande è anche l'impegno nel focalizzare l’intervento sull’insegnamento

e sul potenziamento delle abilità che risultano deficitarie.
Un altro punto di forza del modello è il coinvolgimento dei genitori (o dei caregiver) e delle altre figure professionali che
si occupano della cura e dell’educazione del bambino: insegnanti, educatori, logopedisti, psicomotricisti, neuropsichiatri.

 

 

La modalità di presa in carico e il processo di valutazione

In stretta collaborazione con la UONPIA di Gallarate, condividiamo il percorso di valutazione e il piano degli interventi educativi per ogni bambino.
Il primo passaggio della presa in carico riguarda la valutazione funzionale che coinvolge anche i contesti della scuola e della casa. Questi ambienti sono preziosissimi per osservare, comprendere e raccogliere informazioni importanti sulle abilità di comunicazione e di gioco del bambino, ma anche sulle sue autonomie personali e sociali negli ambienti per lui più significativi.


La valutazione si completa all'interno della struttura del centro TerraLuna con la somministrazione di specifici strumenti

che permettono di identificare il livello di partenza del bambino per quanto riguarda l’area della comunicazione, delle autonomie e delle competenze di imitazione, sociali e di gioco.
La raccolta di tutti questi dati permette di definire un intervento altamente individualizzato, capace di rispondere 
alle specifiche esigenze di ogni unicissimo bambino.

 

 

L'organizzazione dell’intervento abilitativo
Il punto di forza dell’intervento è il coinvolgimento attivo delle figure di riferimento del bambino (genitori, insegnanti

ed educatori) e l'utilizzo di strategie educative coerenti in tutti gli ambienti, perché solo così il bambino avrà la possibilità di imparare a generalizzare le abilità che acquisisce durante le sessioni, portandole anche nel contesto familiare e scolastico.

 

L'intervento è così organizzato:

 

> Tre sessioni di terapia da 2 ore ciascuna alla settimana,

> presso il centro, in rapporto 1:1 (un bambino/un educatore).

> Incontri periodici di monitoraggio e di aggiornamento della > programmazione.
> Un incontro mensile a casa, durante il quale l’operatore > condivide con i genitori (o le altre figure di riferimento)

> le strategie funzionali a promuovere la generalizzazione

> delle abilità e l’acquisizione di comportamenti funzionali

> (ad esempio, abilità di comunicazione, autonomie personali, > abilità di gioco...).
> Un incontro bimestrale a scuola, durante il quale l’operatore > osserva il bambino nel contesto di gruppo e condivide

> con insegnanti ed educatori gli obiettivi e le strategie > educative utili per promuovere l’inclusione del bambino.
> Una valutazione di monitoraggio dell’intervento ogni 12 mesi.

La nostra equipe multidisciplinare 

Per curare bambini così speciali servono professionisti altrettanto speciali, nella preparazione e nell'attenzione,

nella sensibilità e nel tocco gentile con cui si rapportano

con le fragilità e le specificità di ognuno. I nostri psicologi, pedagogisti, logopedisti e tutte le altre figure sanitarie hanno conseguito una formazione specifica nel campo dell’Analisi Comportamentale Applicata (ABA).
 

L’equipe comprende:
 

> Case manager: si occupa della pianificazione,

> del coordinamento e della supervisione dei progetti abilitativi.
> Consulente clinico:
- segue la presa in carico della famiglia;
- progetta l’intervento individualizzato definendo gli obiettivi

- e le procedure specifiche per l’insegnamento delle abilità;
- supervisiona costantemente e guida i tecnici

- del comportamento nell’applicazione delle procedure;
- analizza i dati raccolti quotidianamente durante le sessioni;
- mantiene i contatti con la famiglia e con gli altri operatori
- - - - - coinvolti nel progetto abilitativo del bambino (scuola, UONPIA

- ed eventuali altri servizi);
- organizza monitoraggi periodici degli interventi per aggiornare
- la programmazione individualizzata;

- svolge colloqui con i genitori per aggiornarli sull’andamento del - percorso e per condividere punti di forza ed eventuali criticità.

> Referente casa-scuola: svolge gli incontri mensili a casa e a > scuola, dopo aver concordato gli obiettivi e le strategie con il > consulente clinico.

> Tecnico del comportamento:
- svolge le sessioni di terapia applicando le procedure definite
- - - dal consulente clinico;
- si occupa della preparazione della sessione di terapia, della
- - - - raccolta dei dati durate la sessione e dell’aggiornamento dei - - - grafici per il monitoraggio degli apprendimenti del bambino.

 

 

La collaborazione con il Sistema Sanitario Nazionale 

L’equipe del centro TerraLuna è in continuo contatto

con gli operatori della UONPIA e ogni mese viene organizzato

un incontro per condividere gli obiettivi e dare più coerenza possibile agli interventi.

 

I nostri bambini oggi

21 bambini hanno iniziato il percorso seguiti da 9 operatori.

Entro la fine di dicembre 2021 si stima che i bambini saliranno

a 25.

Il Centro Servizi

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Foto: Corrado Amato

“Vogliamo essere una mano sempre aperta 

per accompagnare le famiglie nei piccoli e grandi impegni

legati alla gestione di un figlio con ASD.”

Crescere un bambino autistico è un'esperienza che richiede grande impegno e grandi energie da parte delle famiglie: il Centro Servizi per l’autismo nasce per essere uno spazio accogliente e ricettivo in cui portare bisogni, preoccupazioni, timori, ma anche la gioia di condividere le piccole e grandi conquiste quotidiane.

Il Centro si pone come supporto emotivo e operativo nelle mille incombenze legate alla quotidianità del bambino: dialogare con i diversi professionisti che si occupano della

sua assistenza o degli interventi socio-educativi, garantire

le necessarie connessioni tra i diversi attori del sistema

di presa in carico del bambino (UONPIA, Scuola, Servizi Sociali, Volontariato).

L’intento è affiancare le famiglie proponendo interventi di sostegno e collaborazione, così da costruire nel tempo un’alleanza che permetta di condividere la gestione della quotidianità in tutte le sue sfaccettature: dallo svolgimento delle pratiche burocratiche al rinnovo della diagnosi, dall’iscrizione alla scuola alla richiesta di trasporto.

Essere genitori è difficile, essere genitori di un bambino con autismo lo è infinitamente di più.

La nostra missione è rendere meno difficoltoso questo grande compito.